Un breve racconto tratto da un libretto del mese di marzo dedicato a San Giuseppe. Uno dei tanti esempi edificanti che ci aiutano a comprendere l'amore e la cura di S. Giuseppe verso di noi. Facciamoci piccoli come chiede Gesù nel Vangelo e scopriremo quanto Dio ci ama!
Nel febbraio 1870 presso Norcia un fanciullo fu inviato dei genitori a pascolare una mandria di cavalli nella loro pastura.
Scoppiò una tempesta di neve così grande che seppellì molte capanne e case. I genitori del fanciullo disperati temevano che il bambino fosse oramai morto sotto la neve.
Dopo qualche giorno se lo videro tornare verso casa sano e salvo e gli chiesero: “Come hai fatto a salvarti figliuolo?“.
Il fanciullo rispose: “Durante la tempesta si è presentato un uomo amorevole che mi ha preso per mano e mi ha condotto nell’incavo di un faggio. Mi ha confortato e mi ha detto di non temere. Mi ha portato il necessario per il sostentamento e mi ha fatto vedere una bella Signora vestita di azzurro con delle stelle sul capo.
Finita la bufera quest’uomo mi ha preso e mi ha guidato in mezzo ad una via aperta tra la neve e mi ha detto: “Ora va perché la strada è sicura; ecco i tuoi genitori stanno venendo in cerca di te”.
Dopo questo racconto i genitori e i parenti piansero di gioia, esclamando: “È stato San Giuseppe che ti ha salvato; egli ti ha fatto da padre e da angelo custode”.
(Tratto da "Mese di S. Giuseppe", Messaggero del Sacro Cuore - Roma, 1929).
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